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Il Mikvé di San Filippo Apostolo alla Giudecca
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Il Mikvé di San Filippo Apostolo alla Giudecca

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Il Mikvé di San Filippo Apostolo alla Giudecca

di Gianni Grillo

Parlare della Chiesa di San Filippo Apostolo e delle innumerevoli curiosità in essa racchiuse non è impresa facile.
Vi dirò subito che per me, sotto certi aspetti, si è trattato di un’opportunità eccezionale. Era da tempo, infatti, che pensavo di scendere negli “ipogei” per fotografarli.

Foto Ipogeo Chiesa San Filippo- Ph. Gianni Grillo 2
Foto Ipogeo Chiesa San Filippo- Ph. Gianni Grillo

La fortuna ha voluto che lo abbia potuto fare in compagnia della guida, preparatissima quanto affabile Lucia Trigilio e, udite udite, di un’unica visitatrice di nazionalità israelita. E’ stato così che è iniziata a frullarmi per la testa un’idea che, come vedrete dalle foto, sono riuscito a mettere in atto.

Foto 1 Mikvé -Ph. Gianni Grillo
Foto 1 Mikvé -Ph. Gianni Grillo

Facciamo una brevissima storia di questi luoghi. Essi nascono inizialmente come una delle tante latomie sparse per il territorio siracusano. Furono gli antichi greci a scavare per primi le gallerie sotterranee al fine di cavarne roccia per l’edificazione della città.
Siracusa ma soprattutto l’isola di Ortigia, come sappiamo, è attraversata da chilometri di ipogei che, come una ragnatela, si irradiano nel sottosuolo e collegano fra di loro vari punti nevralgici rappresentati, in un certo periodo storico, dai centri culto o di potere. Quelle di San Filippo, ad esempio, da un lato raggiungono la Chiesa dell’Immacolata e dall’altro la Chiesa di San Giuseppe.

Interni Mikvé Chiesa San Filippo- Ph. Gianni Grillo
Interni Mikvé Chiesa San Filippo- Ph. Gianni Grillo

Come sappiamo, tutti i nostri ipogei furono nei secoli utilizzati per diverse mansioni; per ultima, durante il periodo bellico, quella di dare rifugio alle popolazioni che sfuggivano ai bombardamenti aerei. A tal proposito possiamo vedere alcuni “graffiti” tracciati da mani ignote che sono una toccante testimonianza delle loro presenze.

Raffigurazioni sotto Chiesa San Filippo- Ph. Gianni Grillo
Raffigurazioni sotto Chiesa San Filippo- Ph. Gianni Grillo

La discesa verso il mikvè ( l’unico vero “bagno di purificazione” esistente in Ortigia in quanto appartenente alla Sinagoga; altri ne esistono ma erano vasche di purificazione di case private) inizia da un primo piano dove possiamo visitare una cappella affrescata con scene della passione di Cristo insieme a figure scheletriche; forse a voler ricordare che quello, oltre ad essere luogo di culto era un sito dove venivano sepolti i notabili della zona e i prelati della chiesa.

Rievocazione ebraica rito del mikvé - Ph. Gianni Grillo
Rievocazione ebraica rito del mikvé – Ph. Gianni Grillo

Scendendo incontriamo le gallerie, molte delle quali ancora inesplorate o non visitabili per motivi di sicurezza, e quindi attraverso una sorta di scala a chiocciola ecco che raggiungiamo il punto più basso dove sgorgano le fredde acque del “mikvé”, una sorta di vasca scavata nella roccia che fungeva da bagno per la purificazione rituale della popolazione abitante nel quartiere ebraico (da qui la denominazione “Giudecca“).
Tutto ciò naturalmente fino a quando gli ebrei non furono allontanati da Siracusa e la preesistente Sinagoga non fu trasformata In Chiesa per il culto della religione cattolica.
Il sito è aperto al pubblico tutti i giorni.

A partire dalle ore 10 al mattino e dalle 16 il pomeriggio, e ad intervalli di mezzora circa, vengono effettuate le visite guidate assolutamente gratuite.
Chi volesse potrà lasciare un offerta finalizzata alle necessità della Parrocchia.
Dimenticavo la cosa più importante. La gentile signora che ha effettuato la visita in mia compagnia si chiama Daniella Ben Ari ed è di religione ebraica. La voglio ringraziare perché, dietro mia richiesta, si è prestata ad entrare a piedi nudi nel bagno ghiacciato, per aiutarmi a rievocare il rito del “mikvé”.

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