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Rosolini. Andiamo a quel paese.
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Rosolini. Andiamo a quel paese.

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Rosolini. Andiamo a quel paese.

di Gianni Grillo

Per presentare questo breve servizio ho giocato con il titolo del film che la coppia di attori/registi, Ficarra e Picone, hanno voluto ambientare a Rosolini. Film che immagino abbiate visto tutti.
Nella finzione il paese dove i due vengono a vivere, per dare vita ad una delle loro vicende tanto paradossali quanto esilaranti, si chiama “Monteforte”, e per girare gli esterni del film è stata mobilitata quasi l’intera popolazione.
Ma perché ci siamo recati proprio “ a quel paese”? Mi sembrava doveroso cercare di cogliere il “bello” anche di zone della nostra provincia meno conosciute.

Chiesa Madre Rosolini
Chiesa Madre Rosolini

Così ripassando i testi di storia ho scoperto che, in ordine di estensione e di densità di popolazione, Rosolini è all’ottavo posto ed è situata nella parte sud orientale della provincia di Siracusa; oggi facilmente raggiungibile in auto grazie all’autostrada che, quando sarà ultimata, porterà fino a Gela.
Un tempo facente parte del territorio di Noto, a partire dal XV secolo divenne una baronia della famiglia Platamone. L’attuale impianto urbanistico nasce nel 1713 per volontà di Francesco Moncada, Principe di Lardaria e grazie alla sua configurazione geometrica è facilmente percorribile senza timore di poter perdere l’orientamento.
Ma a questo punto, la domanda sorge spontanea: perché Rosolini? Cosa c’è da vedere? Intanto, fuori dall’abitato, vi sono i resti di un antico acquedotto romano, una piccola necropoli, ma soprattutto il Castello dei Platamone, nel cui interno insiste una piccola Basilica paleocristiana. Girando per il centro abitato, si potrà visitare Piazza Garibaldi, con i suoi caffè e pasticcerie, il palazzo Moncada con l’antico orologio e la Chiesa Madre dove si conservano le reliquie del Patrono, San Luigi Gonzaga.

Piazza Rosolini
Piazza Rosolini

Naturalmente l’elenco delle chiese da visitare, tutte edificate a partire dal XVIII secolo, continua con la Chiesa di San Francesco, in stile neo gotico, di Santa Caterina, del Santissimo Crocifisso, oltre all’Eremo di Crocesanta.
Dopo tutto questo bel racconto, suppongo che troverete le immagini a corredo del servizio, alquanto deludenti. Purtroppo si limitano alla piazza principale ed agli interni delle Chiese.
Poi la pioggia ed il tempo sempre tiranno hanno voluto che il resto venga affidato alla curiosità di chi avrà avuto la bontà di seguirmi fino a questo punto.

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