Home Religione A ventidue anni dalla venuta di Giovanni Paolo II a Siracusa
A ventidue anni dalla venuta di Giovanni Paolo II a Siracusa
0

A ventidue anni dalla venuta di Giovanni Paolo II a Siracusa

208
0

A ventidue anni dalla venuta di Giovanni Paolo II a Siracusa

di Michele Buonomo
Il 5 e 6 novembre è una data storica per la nostra città.  Esattamente ventidue anni addietro Giovanni Paolo II venne in visita ufficiale inaugurando di fatto il Santuario della Madonnina delle Lacrime. Giunto tra l’ovazione di tantissimi fedeli transitò per le vie di Siracusa e di Ortigia emozionando piccini, giovani, adulti ed anziani.
Il Pontificato ventesettenale di Carol Wojtyla, uno dei più lunghi in assoluto,  passa alla storia come il piu’ epocale. Durante i suoi anni cambiano scenari ed equilibri politici  mondiali come forse non avvenuto in tanti secoli messi tutti insieme.
Il  27 aprile del 2014 Giovanni Paolo II viene “santificato” a furor di popolo. Santo subito si disse durante i tristi giorni della celebrazione della sua morte avvenuta il 2 aprile del 2005.
Il Papa al Santuario (ph. tratta dal web).jpg
Il Papa al Santuario (ph. tratta dal web).jpg

LA CONSACRAZIONE DEL SANTUARIO DELLA MADONNINA

L’inaugurazione del Santuario della Madonna delle Lacrime destò grande commozione in quei giorni. Si celebrava il completamento della parte superiore della struttura religiosa che sino ad allora aveva contenuto il quadretto raffigurante la lacrimazione di Maria nella parte sottostante della Cripta. Una Chiesa stracolma all’inverosimile e gremitissima con migliaia di siracusani che videro il loro Papa consacrare l’altare principale con il crisma e un guanto di olio e balsamo. Queste qui di seguito furono le parole del Pontefice al momento della celebrazione: “Le lacrime di Maria compaiono nelle apparizioni, con cui Ella, di tempo in tempo, accompagna la Chiesa nel suo cammino sulle strade del mondo. Maria piange a La Salette, alla metà del secolo scorso, prima delle apparizioni di Lourdes, in un periodo nel quale il cristianesimo in Francia sperimenta una crescente ostilità. Ella piange ancora qui, a Siracusa, alla conclusione della seconda guerra mondiale. È possibile comprendere quel pianto proprio sullo sfondo di quegli eventi tragici: l’immane ecatombe, provocata dal conflitto; lo sterminio dei figli e delle figlie di Israele; la minaccia per l’Europa proveniente dall’Est, dal comunismo dichiaratamente ateo.Piange una madre quando vede i figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico. Oh Santuario della Madonna delle Lacrime, tu sei sorto per ricordare alla chiesa il pianto della Madre”.
Balza Acradina. Da qui parlò Giovanni Paolo II
Balza Acradina. Da qui parlò Giovanni Paolo II

L’ANGELUS DEL PAPA DALLA BALZA ACRADINA

A seguire Giovanni Paolo II si spostò per la celebrazione dell’Angelus presso la parte più alta della Balza di Acradina, sovrastando dall’alto quasi settantamila siracusani raccolti tutti sotto una marea di ombrelli. Era una giornata piovosissima che non frenò in alcun modo l’amore per la figura più dolce e incisiva che la storia della Chiesa possa di certo annoverare.
“Totus Tuus” era la scritta che campeggiava al di sopra dell’altare realizzato lì sulla Balza per il Papa. E’ un chiaro ed evidente segno di amore totale del già giovane seminarista Wojtyla  in onore della Madonna. Durante il suo pontificato è stato il motto apostolico per eccellenza. Significa “tutto tuo” ed esprime una  forte devozione mariana oltre che infinita  venerazione.
Lì dove Giovanni Paolo II parlò ai siracusani sorge una croce di ferro con accanto la lapide che rievoca quella data importante. Ancora oggi tutto intorno a quel sito si respira un’atmosfera magica. Un non sò che di mistico e religioso che profuma quotidianamente di quella  luce bianca e fulgida.
Croce di ferro in onore del Papa
Croce di ferro in onore del Papa

IL DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI SIRACUSANI

Momento solenne fu pure l’arrivo del Santo Padre a piazza Duomo e il lungo discorso dal balcone dell’Arcivescovado ai siracusani. Ci piace riportare qui di seguito le sue meravigliose parole:
Signor Sindaco, 
Illustri Autorità civili e religiose, 
Fratelli e Sorelle di Siracusa!
Era tutto pronto lo scorso mese di maggio per il nostro incontro. Ma il noto incidente accadutomi proprio alla vigilia della partenza ed il successivo periodo di convalescenza hanno ritardato la mia visita. Oggi sono lieto di potermi finalmente trovare tra voi, in questa Città, così ricca di storia e di cultura, di arte e di bellezze naturali, assurta ben presto per la naturale collocazione e per l’importanza economica e politica ad una posizione predominante nel Mediterraneo.
Vengo in questa città che fu una delle più vaste e popolose metropoli dell’epoca antica e diede i natali a forti personalità nel campo della poesia, dell’arte, della scienza, fra cui Epicarmo, Teocrito e il sommo Archimede, che la resero depositaria dei valori culturali e spirituali della classicità.
Saluto in voi, cittadini di Siracusa, gli eredi di questo glorioso passato e i custodi di un patrimonio di civiltà che occorre far fruttificare anche nel nostro tempo. A voi il compito di interpretare con sensibilità moderna il messaggio sempre attuale della classicità.
Saluto il Signor Sindaco, Prof. Marco Fatuzzo, e lo ringrazio per le elevate parole di benvenuto rivoltemi a nome di tutti voi. Saluto il Presidente della Regione, onorevole Franco Martino, al quale pure sono vivamente riconoscente per le cordiali espressioni. Saluto le Autorità amministrative e militari presenti. Saluto, infine, con fraterno affetto il Pastore dell’Arcidiocesi, Mons. Giuseppe Costanzo, il Clero, i Religiosi ed i Laici della Comunità ecclesiale.
A tutti grazie per la calorosa accoglienza! Lo splendore della vostra terra, la purezza del cielo, l’azzurro del mare rendono più bello e gioioso il mio passaggio in questo ricco e fertile terreno di civiltà e di umanità, dove fu abbondantemente sparso il seme del cristianesimo, giuntovi lungo l’itinerario che portò il Vangelo da Gerusalemme, attraverso la Magna Grecia, fino a Roma.
Ci attestano gli Atti degli Apostoli (cf. At 28, 12), che lo stesso san Paolo venne a Siracusa e vi rimase tre giorni, durante i quali la parola di Cristo, da lui annunciata, fece breccia nel cuore degli abitanti di questa Città. Essa, già colma della luce del sole e dell’arte, fu così inondata dallo splendore della fede.
È con lo stesso slancio dell’apostolo Paolo che oggi io vengo a voi, per rendere testimonianza alla Verità e farmi araldo del perenne messaggio della salvezza. So bene che Siracusa ha avuto, fin dalle prime origini cristiane, un particolare legame con Pietro. Secondo una radicata tradizione, infatti, il primo Vescovo, san Marciano, era discepolo di Pietro, e fu qui inviato direttamente da lui al tempo della sua permanenza in Antiochia.
Da allora la vostra terra, fecondata nei momenti terribili delle persecuzioni dal sangue dei martiri, ha conosciuto messi rigogliose di vita cristiana. Testimonianza intrepida di fedeltà a Cristo è stata quella offerta dalla gloriosa e amata Santa Lucia, martire del quarto secolo, venerata in tutto il mondo cristiano. Il 13 dicembre, durante l’Avvento, sempre si celebra la memoria obbligatoria di Santa Lucia. Possa il suo esempio generoso, unito a quello di innumerevoli credenti di ogni epoca, suscitare una nuova fioritura di fervore religioso e di impegno civile, affinché con la collaborazione di tutti siano superate le difficoltà oggi incombenti.
Questa è, infatti, l’attuale situazione: Siracusa, erede di un passato tanto illustre, mentre cerca di aprirsi a rinnovate prospettive di speranza, si trova a vivere una congiuntura economica e sociale davvero non facile.
Grava su di essa il peso di una storia di emarginazione, che rischia di tagliarla fuori dal circuito non solo economico, ma anche sociale e culturale della Nazione. Ma nei Siracusani non manca per fortuna la volontà di reagire alla tentazione della rassegnazione e dell’isolamento. Lo si vede e lo si sente.
Cittadini di Siracusa, il Papa è qui per condividere le vostre preoccupazioni ed incoraggiarvi nei vostri propositi! Non cedete alle tentazioni dell’apatia, del torpore e della pigrizia, che conducono all’inerzia e all’accettazione fatalistica del male e dell’ingiustizia. Non serve limitarsi a deplorare le lacune della pubblica amministrazione, la conflittualità di gruppi politici che mirano esclusivamente al potere anziché al servizio, il conseguente immobilismo e la paralisi progettuale, politica e amministrativa. È necessario, invece, impegnarsi a dare una risposta agli ormai annosi mali sociali. È indispensabile riacquistare il senso e la voglia della “partecipazione”.
Sono qui tra voi per incitare tutte le forze sane della società a stringersi in un nuovo impegno di solidarietà costruttiva. È necessario ed urgente che i cittadini onesti uniscano i loro sforzi per contrastare efficacemente le organizzazioni malavitose, e per affrontare senza tentennamenti i gravi problemi del momento.
Sono venuto per dirvi: non rimanete ripiegati su voi stessi! “Alzatevi e levate il capo!” (Lc 21, 28). Sono venuto per seminare speranza, una speranza creativa, fondata sulla coscienza del vostro impegno e del compito che la storia vi affida.
Carissimi Siracusani, questa mia quarta Visita pastorale in Sicilia vuole essere anche una significativa tappa nell’itinerario della grande preghiera per l’Italia, che si concluderà a Loreto il prossimo 10 dicembre. Avremo particolarmente ben presente questa spirituale intenzione domani quando mi sarà dato di dedicare il maestoso Santuario da voi eretto come segno di amore e devozione alla Madonna delle Lacrime. Il pianto di Maria è struggente manifestazione della tenerezza di una Madre, ma è anche accorato richiamo all’urgenza della conversione. La Madonna invita ciascuno ad una profonda revisione del suo comportamento.
Alla Vergine delle Lacrime affido fin d’ora questo mio pellegrinaggio. Chiedo a Lei di ottenere per Siracusa e per l’intera Nazione italiana quella rinascita morale e sociale da tutti auspicata. Il ricco patrimonio di cultura, civiltà e umanità, che ha reso grande il nome dell’Italia e della Sicilia nel mondo, continui ad offrire solide basi su cui costruire, grazie al concorde apporto di ciascuna componente sociale, un futuro di pace, di solidarietà e di sviluppo per l’intero Paese.
Accompagno questo messaggio di speranza con la mia benedizione”.

(208)

Michele Buonomo Siracusa nel Mondo..il Mondo a Siracusa In che maniera Siracusa viene percepita nel mondo, come la si può proporre, esaltandone virtù e bellezza. Attirando in questo modo quanti più turisti possibile. Il turismo ,unica vera strada da intraprendere per il futuro economico di questa terra, a supporto di altri settori collaterali.

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi