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Il fascino di Avola a due passi da Siracusa.
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Il fascino di Avola a due passi da Siracusa.

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Il fascino di Avola a due passi da Siracusa.

di Gianni Grillo

Diciamolo francamente, per noi siracusani sino a poco tempo fa, Avola rappresentava semplicemente “lo sfizio” per un gelato o una granita di mandorla, da gustare presso il rinomato “Bar Finocchiaro”.
Oggi che lo storico bar ha chiuso i battenti, il nome di Avola ci riporta alla mente una tra le tipologie vinicole più celebri al mondo : il “nero d’Avola”

 Lido di Avola (ph. Gianni Grillo)
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Ma non è proprio così. Oltre alla produzione ortofrutticola, ai carrubi, agli uliveti e, soprattutto, all’eccelsa qualità dei suoi mandorleti, Avola offre tanti altri motivi per un’accurata visita turistica.

MONUMENTI DI UN CERTO INTERESSE

Di notevole importanza l’esistenza di un “Dolmen” (monumento funerario preistorico, unico nel suo genere, in tutta Italia) pressoché alle porte di questa splendida cittadina, nota anche per l’antica rivalità con la “cugina” Noto.
C’è da dire che l’attuale impianto urbanistico è stato edificato dopo che il terremoto del 1693 ebbe a distruggere l’originale sito ubicato in collina, oggi divenuto insediamento per villeggianti, a tutti noto come “Avola antica”.

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Ecco il motivo per cui tutte le Chiese, alcune alquanto pregevoli (la Chiesa Madre, San Giovanni, la Chiesa dedicata alla “patrona” Santa Venera) sono state edificate nel XVIII secolo e di quel periodo testimoniano estetica tardo barocca e struttura degli interni. Per gli amanti della pittura è un vero godimento scoprire quante tele di ottima qualità vi sono custodite.
Si parlava prima dello storico “Bar Finocchiaro” oggi purtroppo chiuso; ma chi volesse recarsi ad Avola semplicemente per gustare la tradizionale granita, non ha che l’imbarazzo della scelta. Il percorso cittadino è praticamente tutto in pianura ed invoglia alle lunghe passeggiate.

LUOGHI DA VISITARE

Così, quasi a sorpresa, percorrendo il corso Umberto, ci si imbatte nel “Palazzo di Città”, sede del Municipio, dalla facciata in stile tardoneoclassico, anch’esso meritevole di una visita, non fosse che per fotografare il cortile interno dove è visibile il pozzo del preesistente Convento dei Domenicani. Ma non finisce qui: sul fronte laterale del Palazzo scopriamo l’ingresso di un piccolo, quanto civettuolo, Teatro lirico intestato alla memoria di Garibaldi.

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Volendo, la passeggiata continua verso il mare dove scopriamo l’esistenza di ruderi, assai suggestivi di un’antica tonnara, oramai in disuso; e, quindi, l’infinita bellezza di alcuni chilometri di spiaggia.

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